domenica 13 settembre 2009

BERTI MAURO ELETTRAUTO FIRENZE BLOG RISPONDE A LORENZO A PROPOSITO DEL CORRETTORE DI ANTICIPO A DEPRESSIONE.

In campagna abbiamo sotto una tettoia una vecchia Fiat 600 abbastanza ben conservata e vorremmo rimetterla in marcia.Lo spinterogeno ha un particolare fatto da una cameretta a membrana collegata con un tubicino al carburatore ma la membrana è rotta. Abbiamo pensato di sostituirla ma non la abbiamo trovata e un elettrauto del paese ci ha detto che quell’”aggeggio” non serve a nulla e che è bene farne a meno.E in effetti il motore funziona bene anche così e con il tubicino staccato dal carburatore ma il mio babbo vuole sistemarlo e sta cercando in qua e là.Ma vorremmo sapere almeno a cosa serviva quel dispositivo e anche in Internet non abbiamo trovato spiegazioni.
Ho visto che il vostro blog gentilmente fornisce spiegazioni a chi commenta.
Potreste per favore?


Grazie,da Lorenzo (ancora)
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Quell’ "aggeggio" che appartiene ai tempi del vecchio carburatore,delle puntine dentro lo spinterogeno e dei variatori centrifughi dell’anticipo,cioè ai tempi in cui non c’erano le centraline dette eprom che regolano il funzionamento di accensione e alimentazione insieme,non era per niente inutile.Si chiama “correttore di anticipo a depressione”.
Immagino che saprai cosa è l’anticipo: è la necessità che la candela accenda la miscela benzina-aria aspirata nel cilindro sempre un tantino prima che il pistone che sta facendo la compressione sia arrivato al punto morto superiore (pms).
Se il motore accelera e gira più veloce, il pistone arriverà ancora prima al pms e quindi la scintilla deve scoccare maggiormente in anticipo per dar luogo a lo scoppio;invece se il motore rallenta il pistone dovrà arrivare più tardi al pms e quindi la scintilla deve arrivare con un certo ritardo per evitare che la pressione dovuta a lo scoppio tenda a frenarlo mentre sale (il noto “battito in testa”).
I motori di quei tempi avevano dentro lo spinterogeno un dispositivo costituito da masse che ruotavano e al crescere del numero dei giri la forza centrifuga spostava all’esterno le masse; questo fatto faceva aprire prima i contatti (puntine) del circuito che alimenta il trasformatore ( bobina) che alimenta le candele.Al calare del numero dei giri invece alcune molle riportavano le masse ne la posizione di origine.
Tuttavia le masse centrifugate si spostavano con un certo ritardo rispetto all’aumento di velocità del motore,agivano più tardi, quindi ,quando cominciava ad abbassarsi il pedale dell’acceleratore,per un po’ il motore aveva troppo poco anticipo.
Con quel “polmoncino” munito di membrana si sfruttava la bassa pressione che si crea nel carburatore appena la valvola a farfalla inizia ad aprirsi,bassa pressione che viene a mancare quando la farfalla è molto aperta.La bassa pressione veniva trasmessa con il tubicino al polmoncino e la membrana,spostandosi,con una levetta faceva aprire in anticipo i contatti che, aprendosi ,permettono a la bobina di dare la scarica alta tensione a la candela.
Quando la farfalla si apriva ancora di più la depressione nel carburatore diminuiva per il forte arrivo di aria (e benzina) e quindi la membrana tornava indietro cessando di anticipare perché ormai erano entrate in funzione le masse centrifugate.
Quando avrai trovato il polmoncino e sistemato il tutto vedrai,guardando il motore in moto,che se agisci manualmente sul comando della valvola a fafalla per accelerare,la membrana del polmoncino entra in azione ma dopo un po’ torna indietro.
In sostanza l’aggeggio serviva a migliorare il comportamento del motore ai regimi raggiunti appena si superava il minimo e smetteva di lavorare ai regimi alti quando il variatore centrifugo entrava in azione.

1 commento:

  1. Grazie davvero.Tutto chiaro ma ora un ultimo favore: dove si trova il polmoncino a Firenze ?

    RispondiElimina